domenica 27 gennaio 2013

Diario 3

I due giorni successivi li passo in gran parte a lavorare. Qui, ormai, sono conosciuta ufficialmente come "Ottavia working". Dato il gran numero di bambini da sfamare, c'è sempre qualcosa da fare in cucina: ore ed ore ad impastare, affettare e sbucciare. Trovo giusto il tempo di fare una visita veloce alla cittadina qui vicino, Anjugram, un paesino delizioso con neanche una ventina di negozi.

sabato 26 gennaio 2013

Diario 2

Qui, con tutte le divinità che vengono venerate, sono più i giorni di vacanza che quelli di lavoro. E così, anche il terzo giorno in India è di libertà. Ne approfitto per visitare Madurai e il suo famoso tempio. Al ritorno dalla visita, il figlio del conducente dell'autorisciò si appropria della mia macchina fotografica, e inizia a scattare foto in ogni direzione per poi mostrarmele divertito. Scopro allora di essere razzista: ad un bambino italiano non l'avrei mai concesso.

Diario 1

Partenza: Milano. Arrivo: Madurai. Due scali, tre tratte: Milano-Dubai, Dubai-Chennai, Chennai-Madurai.
Il viaggio lo trascorro con Letizia, un'altra volontaria con cui sono entrata in contatto alcune settimane prima della partenza. Alla'aeroporto di Madurai troviamo Marco, un ragazzo sardo che, con la stessa organizzazione a cui ci siamo rivolte io e Letizia, ha progettato un viaggio di tre mesi in India.

venerdì 5 ottobre 2012

Partenza

-Sveglia, è tardi!
-Cosa? Chi è? Ah, è lei signor Partenza. Solo cinque minuti, stavo dormendo.
-Eh no, lo sai che mi piace essere puntuale. Forza, pigrona!
-Ma io stavo sognando.
-Sognavi? Che cosa?
-Non ricordo.
-Si vede che non è importante.

venerdì 7 settembre 2012

La selezione

Quel giorno il suono della sveglia non mi diede alcun avvertimento. Sembrava una mattina come tante altre, né più né meno. Anzi, per dirla tutta, la giornata si preannunciava piuttosto noiosa: un pranzo di lavoro, una riunione a metà pomeriggio, qualche incombenza burocratica da espletare nei ritagli di tempo. Così, come al solito, dopo aver consumato un'abbondante colazione indossai la giacca, presi le chiavi della macchina e mi avviai verso il parcheggio dello stabile dove vivevo ormai da oltre dieci anni. Il cielo sereno e la temperatura mite predisponevano in modo naturale al buonumore, e io misi in moto l'automobile con la testa sgombra da problemi e preoccupazioni.